domenica 3 gennaio 2010

Tagli alla montagna. Emma Ponzi: "Altro che federalismo! E' il vecchio centralismo contro gli enti locali"


Anche Emma Ponzi, Presidente dell’Unione dei Comuni e Sindaco di Riolo Terme, prende posizione contro i tagli e i provvedimenti della Legge Finanziaria 2010 ai danni della montagna e dei Comuni delle aree interne e montane.
Il primo effetto di questo provvedimento – afferma Emma Ponzi - è la riduzione delle risorse per le amministrazioni locali. Nel caso della nostra Unione si tratta di 46.000 euro di contributo nella parte corrente che vanno ad aggiungersi ai 130.000 già tagliati lo scorso anno, oltre a una quota di investimenti pari a circa 100.000 per anno. E non si prenda – ci tiene a sottolineare il Presidente - a pretesto la riduzione dei costi della politica: già lo scorso anno la nostra Regione ha dimezzato il numero delle Comunità Montane, ha definito la trasformazione in Unione di alcune, fra cui la nostra, con l’azzeramento dei costi degli amministratori”.
Ed ancora “questi ulteriori tagli ai finanziamenti andranno ora ad incidere direttamente sulla possibilità di garantire servizi ai cittadini, taglieranno la possibilità di realizzare nuovi investimenti ed interventi per i territori montani. Più semplicemente, vengono tagliati finanziamenti che fino allo scorso anno venivano spesi direttamente sul territorio, a favore dei nostri cittadini e delle nostre imprese”.
Una situazione che “farà calare anche le risorse per le imprese agricole e per le attività turistiche, scompariranno le agevolazioni di cui godono i privati e si ridurranno le opportunità di accesso ai fondi europei per le imprese localizzate nei territori fino ad adesso considerati montani”.
Da tanto tempo rivendichiamo e aspettiamo una vera riforma federalista”, dichiara la Ponzi. “Purtroppo questa Finanziaria, con i tagli indiscriminati alla montagna, non solo concentra le risorse a Roma e mette in serie difficoltà il sistema di governo del territorio, ma disconosce anche qualsiasi tipo di perequazione a favore dei territori disagiati e quindi più difficili da gestire. Assistiamo ad un’azione di governo che proclama di voler fare del federalismo una propria bandiera ma pratica di fatto una politica centralista, fatta di populismo e facile demagogia spacciando come taglio dei costi della politica, la sottrazione di risorse agli enti locali periferici, dove la politica è quasi volontariato”.
Agire sulla periferia e sugli enti locali minori sembra essere il modo più semplice per fare cassa. “Avevano promesso tagli ai costi della politica, ma nell’ultimo anno il numero dei ministeri è aumentato e si è parlato di sprechi solo rivolgendosi alla periferia, riducendo gli spazi di partecipazione e democrazia. Per il governo è certamente più vantaggioso continuare a finanziare i colossali disavanzi delle grandi città, mantenere ministeri il cui lavoro è assolutamente sconosciuto alla maggioranza degli italiani, piuttosto che mettere gli enti locali in condizione di intervenire a sostegno dei propri cittadini e dei propri territori. Dobbiamo – si chiede polemicamente la Ponzi - aspettare di essere al centro dell’attenzione e vedere riconosciute le nostre fragilità solo quando succedono eventi catastrofici?

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